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Le modificazioni del paesaggio naturale dell’Agro Pontino - Museo

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Museo Erbario e Orto Botanico

Il Museo Erbario conserva circa un milione di esemplari ed è per questo considerato, per importanza, il secondo erbario d’Italia. L’origine delle collezioni risale al 1872 ad opera di Giuseppe De Notaris, il quale vi contribuì con le sue raccolte personali e con l’acquisizione di raccolte preesistenti. All’epoca l’Istituto di Botanica si trovava all’interno del convento di San Lorenzo in Panisperma.

Dal 1938, anno di inaugurazione della nuova città universitaria, le collezioni si trovano nell’attuale Dipartimento di Biologia Ambientale. L’odierna disposizione è stata realizzata, nel 2006/2007, a seguito dell’esecuzione di lavori per la climatizzazione conservativa delle sale.

L’erbario è una raccolta di piante spianate ed essiccate, allestita con metodi e scopi scientifici. Il materiale che compone le collezioni viene archiviato in pacchi e quindi in armadi. La catalogazione è basata sui ranghi tassonomici di famiglia, genere e specie.

Un campione d’erbario è costituito, secondo criteri internazionali, da un foglio di carta pesante su cui vengono disposti e fissati individui (o parti di essi) di una stessa specie e di una stessa popolazione, precedentemente spianati ed essiccati. Su ciascun campione va apposta un’etichetta (o cartellino) contenente informazioni su: località, ambiente e data di raccolta, nome di chi ha raccolto il campione (preceduto da legit, ossia «ha raccolto» in latino) e di chi lo ha determinato (preceduto da determinavit, ossia «ha determinato» in latino).

Nel Museo Erbario sono ospitati sette importanti Erbari storico-contemporanei, nei quali sono presenti campioni provenienti sia dall’Italia che dal resto del mondo: Erbario Romano, Regionale, Generale, Cesati, Montelucci, Anzalone e Didattico.

Tenuto conto del tipo di informazioni contenute nei campioni, l’Erbario riveste notevole interesse da un punto di vista scientifico, storico e didattico.

Le collezioni risultano di grande utilità negli studi sulla diversità vegetale, oltre che nelle ricerche di base di tipo tassonomico, floristico, fitogeografico e fitochimico.

I campioni raccolti in epoche lontane, in particolare, rappresentano una chiara testimonianza nella ricostruzione della storia naturale di molte località oggi fortemente alterate dall’uomo.

 

Alcuni individui ultracentenari coltivati nell’Orto Botanico di Roma (in rosso, specie spontanee nel Lazio)

Fagus sylvatica L.

Quercus suber L.

Pistacia terebinthus L.

Quercus ilex L.

Quercus petraea L

Agathis robusta (C. Moore ex F. Muell.) Bailey

Acer palmatum Thunb.

Ehretia acuminata R. Br.

Erythrina crista-galli L.

Nolina longifolia (Schult.) Hemsl.

Platanus orientalis L.

Sequoia sempervirens (D. Don) Endl.

Torreya grandis Fort. ex Lindl.

Nannorrhops ritchieana (Griff.) Aitch.

Cladrastis kentukea (Dum.-Cours.) Rudd.

Parrotia persica (DC.) C. A. Mey.

Apollonias barbusana A. Brown

L'Orto Botanico di Roma è parte integrante del Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università ‘La Sapienza’ e si estende alle pendici del colle Gianicolo su una superficie di circa 12 ettari. L’area in piano riflette l’assetto del giardino storico di Palazzo Corsini, arricchito da specie arboree (in particolare da una pregevole collezione di palme), euforbie (Serra Monumentale realizzata nel 1877), piante succulente (Serra Corsini, 1800) e tropicali (Serra Tropicale, 1990) e dal ‘Giardino dei Semplici’, realizzato sul modello medievale.

L’area collinare dell’Orto ospita invece collezioni arboree, comprendenti conifere, Juglandaceae e Fagaceae oltre a un lembo di bosco mediterraneo, preziosa testimonianza della vegetazione originaria del luogo.

L’Orto ospita inoltre individui ultracentenari di numerose specie, autoctone e non. Alcune collezioni hanno un’elevata valenza, come quelle di bambù (70 taxa), di palme (40), di conifere (76), di succulente (800).

 


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