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La luna e il sole nel bosco: la biodiversità nella Tuscia - Museo

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Collezione di anatomia comparata e zoologia

La collezione scientifica iniziata nel 1989, grazie al lavoro del personale e dei volenterosi ed entusiasti studenti universitari della Tuscia, conta oggi numerosi pezzi anche di notevole valore. Ogni Anno Accademico si è infatti arricchita di preparati anatomici di animali vertebrati ed invertebrati. Il materiale è stato inizialmente selezionato e preparato ai fini didattici per gli studenti del corso di biologia, affinché potessero trasferire le conoscenze acquisite dal docente e dai libri alla pratica di laboratorio. Secondariamente, data la quantità di materiale disponibile, si è pensato di destinarne una parte per l'allestimento di uno spazio museale fruibile non solo agli studenti dell'Ateneo. L'allestimento dei campioni è stato fatto in parte nei laboratori di Anatomia Funzionale e Biologia dello Sviluppo ed in parte in quelli di Zoologia. Le varie componenti della collezione sono state anche acquistate oppure acquisite per scambio di materiale, o anche per campionamenti fatti durante spedizioni scientifiche in ambienti particolari del mondo. Altro materiale è stato acquisito grazie a cospicue donazioni da parte dei musei: come ad esempio quello ittico di S. Benedetto del Tronto, di Zoologia e di Anatomia Comparata (G.B.Grassi, dell'Università "La Sapienza" di Roma. Inoltre, nel tempo, vi sono state anche numerose donazioni da parte di studiosi, esperti entomologi, erpetologi ed ornitologi. La collezione conta ora numerosi scheletri di vertebrati (circa una trentina) anche di dimensioni notevoli (ad esempio: cavallo, cane, delfino, volpe) e animali impagliati (come pesci ed uccelli); alcuni preparati in secco di invertebrati (spugne, coralli, artropodi), alcuni modellini animali o di organi in plastica (circa 20). Alcuni invertebrati conservati in barattoli di vetro (circa 20 tra cui specie antartiche) ed altre specie di vertebrati conservati in formalina tamponata oppure alcol (rane e rospi, pesci, anfiosso, lamprede, rettili tra cui serpenti e camaleonti, piccoli mammiferi). Attualmente la collezione è ubicata presso il Dipartimento di Ecologia e Biologia, Blocco B, nell'aula didattica di "laboratorio di Biologia" e custodita in armadi di vetro e purtroppo non ancora esposta. L'accessoalla collezione, in mancanza di uno spazio museale espositivo, è limitato agli studenti dell'Università della Tuscia nelle ore di lezione. La collezione rientra anche nei progetti di trasversalità didattica ed iniziative di divulgazione per le scuole medie inferiori e superiori.

Xylarium

Lo Xylarium dell’Università degli Studi della Tuscia è una raccolta didattica e di ricerca che nasce collegata alla prova pratica di riconoscimento dei legni dell’esame di tecnologia del legno dei corsi della Facoltà di Agraria e dell’interfacoltà con Beni Culturali. La raccolta si è poi arricchita con materiale relativo a tesi di laurea di primo e secondo livello e attività di ricerca, iniziando dai primi anni di vita dell’ Ateneo Tuscia quando ancora era in servizio il fondatore dello Xylarium, il prof. Elio Corona. I presupposti scientifici di conoscenza del materiale conservato sono da inquadrarsi in attività che hanno avuto come obiettivo la caratterizzazione della qualità del legno nonché la sua datazione. Le indagini scientifiche condotte sui campioni sono di anatomia del legno, dendrocronologia, caratterizzazione delle proprietà fisiche, chimiche e meccaniche.

Si tratta di una raccolta di fotografie, campioni, reperti e preparati microscopici del legno relativi a diverse specie legnose. Attualmente sono rappresentati legni che appartengono a specie distribuite nel contesto nazionale nell’arco alpino ed appenninico nonché tipiche della macchia mediterranea. E’ poi presente anche una piccola collezione di legni di importazione che provengono dall’Africa, Asia, America e Oceania.

Il materiale è così organizzato:

  • rotelle relative a piante monumentali sulle quali è stata anche segnata l’età o la data degli anelli di accrescimento in relazione ad avvenimenti storicamente importanti, dopo aver effettuato un’analisi dendrocronologica 
  • Campioni di diversa forma e dimensione in cui è possibile distinguere gli elementi più rappresentativi della struttura xilematica (alburno, durame, slumacature, falsi e doppi anelli, radiche etc), difetti (nodi, legni di rezione, tasche di resina etc.), tipologie di attacco biologico dovute ad insetti, funghi e animali marini.) 
  • Uno schedario con campioni di piccole dimensioni. Non tutti fra questi sono nel formato standard delle raccolte xilematiche che è mediamente 15 x 7 x 1 cm.
  • I preparati microscopici sono posizionati in una istoteca. Le caratteristiche microscopiche del materiale consentono l’identificazione del tipo di legno, nonché ricerche sulle forme di degrado della parete cellulare e sulle struttura originaria anche per stabilire la qualità di alcuni prodotti industriali derivati dal legno (carta, pannelli di fibre etc.).
  • Campioni di interesse storico, archeologico ed archeobotanico nei quali sono evidenti le alterazioni dovute all’invecchiamento, ai fenomeni di carbonizzazione, carbonificazione e fossilizzazione.
  • Campioni che provengono da operazioni di trasformazione industriale (pannelli, parquet prefiniti, lamellari etc.)

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